domenica 31 maggio 2009

LO SVILUPPO DELL'USO DEL LINGUAGGIO

Sembra normale che il bambino, durante il suo sviluppo, prima impara a produrre e comprendere il linguaggio e poi ad usarlo bene nella vita sociale, e dovrebbe anche essere logico che la conoscenza della fonologia, morfologia e della sintattica del linguaggio avvenga prima dell'abilità di prendere parte a una coversazione con le sue regole e flessibiltà che permette al piccolo di parlare in modo corretto. Ma tutto ciò non funziona così.
Lo sviluppo della capacità di usare il linguaggio, comncia prima che il bambino arrivi a padroneggiare la struttura. Alcune competenze d'uso avvengono già nel primo anno di vita, di conseguenza dal secondo anno i bambini hanno già un'esperienza di uso del linguaggio.
Il piccolo fa presto ad apprendere le pricipali regole di conversazione, mentre altre abilità vengono con il tempo. Come abbiamo appena detto le regole di conversazione vengono apprese molto presto dal bambino e questo lo possiamo spiegare attraverso 2 fatti:
1) E' POSSIBILE ESERCITARSI NELLE REGOLE DI CONVERSAZIONE ANCHE SENZA IL LINGUAGGIO: Il bambino interagisce all'interno di una conversazione ancora prima di essere in grado di parlare e questo ad esempio attraverso gesti, minica, emissione di suoni ecc... la sua conversazione avviene in modo semplica dove si interfaccia con una persona attraverso una sequenza semplica come ad esempio salutando e ricevendo una risposta di saluto, chiedere e ottenere.
2)E POSSIBILE LASCIARSI GUIDARE DALL'INTERLOCUTORE PIù ESPERTO:
Il caso più logico per il bambino è quello della mamma che lo guida, perchè in qualità di persona già in grado di sostenere una conversazione complessa, lo guida e il piccolo impara seguendo "LA STRADA"che la madre gli mostra.

venerdì 29 maggio 2009

LO SVILUPPO DELLA COMPRENSIONE

Il linguaggio parlato si basa sulla distinzione dei suoni e dei fenomeni della lingua. I bambini sono in grado di riconoscere i suoni linguistici molto presto, quando non possono ancora produrli.

Prima dei 4 mesi non riescono a pronunciare suoni liunguistici ma li capiscono subito quando ascoltano; Dopo la nascita riescono già a distinguere la voce umana da altri tipi di suono. I bambini hanno una grande capacità di ascolto del linguaggio, e ci sono 2 fattori che determinano questo fenomeno:
1)L'ESPOSIZIONE ALLA VOCE UMANA
2)LE PREDISPOSIZIONI BIOLOGICHE;
Durante la crescita del bambino, la formazione del vocabolario PASSIVO precede quella del vocabolario ATTIVO. (Prima di arrivare a pronunciare delle parole il bambino ne comprende già un certo numero);
A 12 mesi il vocabolario passivo conta già 50 termini;
Inoltre i bambini capiscono le domande prima di saperle fare e anche prima di arrivare a pronunciare le prime parole. Fino ai 3 anni comprendono solo le domande che iniziano con: DOVE, CHI e CHE COSA ( questo tipo di domande è anche quello che i bambini formulano prima nella produzione. Per quanto riguarda le forme verbali passive si arrivano a comprendere tardi.

Finchè i bambini non imparano bene le forme passive, si basano sui fatti concreti di cui si parla.

martedì 26 maggio 2009

VERSO LE PRIME PAROLE: DAI 2 AI 6 ANNI

Tra il primo e secondo anno i bambini iniziano a formare frasi più lunghe, con più parole, cioè si passa dalle frasi telegrafiche ai discorsi. Ma le frasi non diventano solo più lunghe ma acquistano una struttura formale sempre più complessa, fino a diventare delle frasi ben formate e corrette;
L'espansione delle frasi dipende da 3 fattori:
LA DISPONIBILITà DI UN LESSICO PIU' RICCO: Da 2 anni in poi il vocabolario del bambino aumenta, questo perchè il bambino parla con frasi più ricche e articolate. Conoscere molti termini diversi permette di formare frasi più complesse.
L'ACCRESCIUTA CAPACITA' COGNITIVA: Questa fase, viene raggiunta dal bambino non prima dei 2-3 anni. Prima di formare una determinata frase il bambino ci deve lavorare su per poi elaborarla.
L'APPRENDIMENTO DELLE REGOLE DI GRAMMATICA: Il bambino impara come creare una frase in modo corretto.
Il bambino con il passare del tempo arricchisce il suo vocabolario e inizia ad usare alcune forme grammaticali. Nei primi mesi alcune parole venivano dette in maniera corretta, come ad esempio; “MANO”, “APERTO”, “DITA”, ecc... con il passare del tempo e quindi con l'aggiunta di parole nuove nel suo vocabolario, queste parole a volte verranno pronunciate in modo sbagliato (MANO = mana, DITO = diti, APERTO =aprito, ecc...) e si ha l'impressione che l'apprendimento faccia un passo indietro, ma non è così. Questi errori dipendono dal fatto che il piccolo impara cose nuove e poi le applica: con le forme grammaticali. Prima ripeteva le parole che sentiva, mentre ora le pronuncia con le regole generali.
All'età di 3 anni il bambino inizia a formare frasi più complesse, formate da due o più frasi semplici.

giovedì 21 maggio 2009

VERSO LE PRIME PAROLE: DA 18 A 30 MESI

Tra i 18 e i 24 mesi i bambini cominciano a formare delle FRASI BINARIE, cioè mettono insieme due parole. Con il tempo arrivano a combinarne anche 3. Perciò si dice che il bambino produce FRASI TELEGRAFICHE. Intorno ai 18 mesi si possegono circa 50 termini. Questo insieme di parole aumenta nei mesi successivi e alla fine di questo stadio si a qualche centinaio di parole. Da tutte queste parole il bambino prende quelle utili, che gli permettono di creare un messaggio che gli alti possano capire; La frase telegrafica contiene parole che indicano elementi e aspetti del mondo.

Essa non è fatta solo di due o tre parole vicine messe lì a caso. Il bambino la costruisce secondo alcune regole. Ad esempio l'ordine delle parole in genere è giusto: "BIMBO CANE" mancano vari pezzi, quindi si può pensare che il bambino vuole giocare con il cane. Queste frasi hanno una loro struttura formale che è più semplice di quella delle frasi ben formate.

Essa può dire varie cose: prendendo l'esempio di prima "BIMBO CANE" può stare per: il bambino vuole giocare con il cane, il bambino ha visto il cane ecc... Nelle frasi telegrafiche a un'unica struttura formale possono corrispondere più strutture di senso.

Le frasi telegrafiche sono simili a quelle ambigue che a volte gli adulti dicono, anche se a differenza di queste non hanno molti sensi; Grazie alla collaborazione degli altri le frasi telegrafiche, finiscono per risultare messaggi multiuso. Attraverso questo tipo di linguaggio il piccolo può trasmettere molti significati, anche se è ancora poco esperto della struttura formale delle frasi ma riesce comunque ad esprimersi e a farsi capire. Capisce e fa capire più di quel che riesce a dire bene a parole.

giovedì 14 maggio 2009

VERSO LE PRIME PAROLE: DA 12 A 18 MESI


Le prime parole non escono da sole. Il bambino cerca di associare ad un determinato fenomeno, gruppo e oggetto, uun significato. Dice determinate lettere come ad esempio: "MM" "BR" con l'intento di dire qualcosa di preciso. Il piccolo è ancora lontano dal padroneggiare il linguaggio, ma quando parla sembra aver capito che esistono unità dotate di significato e le può usare per farsi capire;
Di solito i bambini iniziano a dire vere e proprie parole e frasi intorno ai 12 mesi. I bambini delle volte quando parlano sembra che provino a fare degli esperimenti: dicono una parola per vedere se è esatta o per capire che cosa significa. Molte volte però voglio comunicare qualcosa. Molte volte la parola viene usata per dire una frase: in questi casi si dice che è OLOFRASE (tutta una frase). Ad Esempio: se il bambino dice "PALLA" e mostra la mano aperta, significa che stia chiedendo di passargli la palla, la parola "PALLA" sta per una frase come "PASSAMI LA PALLA";
Con le olofrasi il piccolo riesce a trasmettere agli alri molte cose, informazioni. Questa impresa riesce solo se gli adulti cercano di collaborere con lui, sforzandosi di interpretare e di capire il senso della frase. All'inizio le parole usate sono 4-5, poi piano piano continuano a crescere fino ad arrivare alla fine dello stadio delle olofrasi che dice fino a 50 parole. Le parole pronunciate si riferiscono a cose concrete e importanti per il piccolo. Il vocabolario delle olofrasi è fatto di "termini di portata semantica intermedia" cioè il bambino non dirà mai "ANIMALE" ma dirà "CANE".
Accanto allo stadio delle olofrasi si verifica L'IPOESTENSIONE: Una parola può essere usata in senso più ristretto rispetto a quello originale: ad esempio la parola "MICIO" per loro significa solo gatto di casa.


domenica 10 maggio 2009

VERSO LE PRIME PAROLE: DA 0 A 12 MESI


Il bambino per pronunciare le prime parole deve riuscire ad emettere suoni di tipo linguistico. Il piccolo deve imparare a dire almeno un certo numero di trenta fenomeni della sua lingua;
Veri e propri suoni linguistici non vengono prodotti prima dei 4-5 mesi.
Fin dalla nascita i bambini emettono anche altri suoni, questi sono di 2 tipi: GRIDI E GEMITI.
Il gemito è fatto di versi brevi che si ripetono poche volte.
Il grido è composto da versi un pò più lunghi e forti che di solito si ripetono molte volte, anche per vari minuti.
I neonati però non usano lo stesso tipo di grido per ogni cosa che vogliono esprimere;
Intorno ai 2 mesi i bambini cominciano a emettere dei suoni che sembrano consonanti, lo fanno per rispondere alla madre o a un adulto che parla in modo amichevole oppure sorridendo.
A 5-6 mesi inizia IL BALBETTIO RIPETUTO, e molto spesso suona come un discorso. Intorno agli 8-9 mesi, il balbettio viene sostituito dalla LALLAZIONE, cioè il piccolo non ripete la stessa sillaba, ma varia. Questo insieme di sillabe assomiglia a parole di una lingua sconosciuta; Quando verso la fine del primo anno vengono pronunciate le prime parole; le lallazione non scompaiono subito. Per un pò il bambino continua a esercitarsi nella sua lingua privata.

COMPRENSIONE E PRODUZIONE DEL LINGUAGGIO


Dalla nascita ai 5-6 anni (detta età PRESCOLARE),i bambini arrivano a imparare meglio la proria ligua. Imparano la fonologia, la morfologia, la sintassi e piano piano arrivano a capire i significati delle aprole, delle frasi e dei discorsi. Alla fine dell'età prescolrare, non sono in grado di esporre regole ma sanno già come usarle. Durante il corso degli anni la loro conoscenza della lingua migliorerà; Occorre che imparino a riconoscere le parole, cogliere la struttura delle frasi, afferrare i significati, solo cosi potrà capire meglio quello che gli altri dicono;

Per partecipare ai discorsi, il bambino deve prima di tutto COMPRENDERE e poi PRODURRE parole o frasi. Questi due processi (comprensione e produzione) non vanno di pari passo.Prima il bambino deve imparare a comprendere, cioè deve essere in grado di distinguere i suoni linguistici che ascolta ma che non riesce ancora ad emettere e poi potrà partecipare ai discorsi. Lo sviluppo della comprensione e quello della produzione procede in maniera continua.

martedì 5 maggio 2009

ACQUISIZIONE DEL LINGUAGGIO

Parlare con un bambino è qualcosa che facciamo normalmente, ma questo può anche riservarci delle sorprese; Nei primi anni di vita questa fase è molto importante per il piccolo perchè rappresenta il mezzo che permette la comunicazione con gli altri. Questa sua tappa viene attesa e accolta con gioia anche dai genitori ed è molto importante perechè rappresenta il suo ingresso nella società parlante. Il linguaggio dei bambini è come un grande mondo da esplorare.
Esplorare e conoscere questo mondo, ci permette di aprire gli occhi per conoscere questa realtà e inoltre ci è utile nella pratica per rapportarci con i piccoli. Tutto ciò ci permette di capire perchè il linguaggio e la comunicazione dei bambini hanno determinate caratteristiche.